Imposta di Bollo e Fatture Elettroniche: Scadenze

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17 aprile 2019 – agg. 21 novembre 2019

 

Introduzione

Scade il 23 aprile 2019 (complici il fine settimana e il Lunedì dell’Angelo) il termine per l’assolvimento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel corso del primo trimestre del 2019.
Come anticipato nell’articolo del 19 gennaio 2019, l’imposta di bollo può essere assolta:

a) mediante il servizio presente nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate denominata “Fatture e Corrispettivi”.

Il servizio propone automaticamente al Contribuente il numero delle fatture soggette a imposta di bollo (a patto che, quando necessario, in sede di compilazione della fattura il campo “bollo” sia stato opportunamente valorizzato) e permette altresì di effettuarne il pagamento:

  • Tramite addebito diretto su conto corrente bancario o postale;
  • Utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

b) mediante F24 in via telematica.

Il servizio descritto al punto a) è stato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate negli ultimissimi giorni, ma risulta essere ancora acerbo e, da più parti, sono state segnalate incongruenze tra il “dato” proposto dal portale e le fatture contrassegnate come soggette a bollo in fase di emissione.

Cosa fare

In attesa che il servizio venga messo a punto, per la scadenza del 23 aprile 2019 è consigliabile pertanto, anche per i soggetti che dispongono dell’accesso a “Fatture e Corrispettivi”:

  1. verificare le fatture emesse nel corso del primo trimestre;
  2. conteggiare le fatture soggette a imposta di bollo secondo le regole più avanti esposte, indipendentemente che in fase di emissione sia stato o meno valorizzato il campo “bollo”;
  3. predisporre e pagare il relativo F24 autoliquidato, in via telematica.

Si ricorda, a tal fine, che il bollo (euro 2,00) è dovuto se la fattura riporta, fra le operazioni effettuate:

  • operazioni esenti da IVA ex art. 10 del DPR 633/72;
  • operazioni fuori campo IVA per assenza del requisito oggettivo o soggettivo;
  • operazioni fuori campo IVA in mancanza del requisito territoriale ex art. 7 DPR 633/72;
  • operazioni escluse da IVA ex art. 15 del DPR 633/72;
  • operazioni non imponibili art 8 lettera c), cioè emesse a seguito di presentazione di lettera di intento

e gli importi di tali operazioni sono superiori ad euro 77,47.

In pratica:

  • Se nella fattura vengono indicati solo importi non assoggettati a IVA, e l’importo non assoggettato è superiore a 77,47 euro, l’imposta di bollo è dovuta.
  • Se nella fattura vengono indicati sia importi assoggettati ad IVA sia importi non assoggettati a IVA, e l’importo non assoggettato è superiore a 77,47 euro, l’imposta di bollo è dovuta.
  • Se nella fattura vengono indicati solo importi assoggettati a IVA l’imposta di bollo non è dovuta.
  • Se nella fattura vengono indicati sia importi assoggettati ad IVA sia importi non assoggettati a IVA, e l’importo non assoggettato è inferiore a 77,47 euro, l’imposta di bollo non è dovuta.

Per effettuare i versamenti sono stati istituiti i seguenti codici tributo:

  • 2521 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Primo trimestre;
  • 2522 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Secondo trimestre;
  • 2523 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Terzo trimestre;
  • 2524 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Quarto trimestre;
  • 2525 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Sanzioni;
  • 2526 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – Interessi.

L’anno da indicare nel modello F24 è quello relativo al trimestre per il quale si sta effettuando il pagamento.

Prossime scadenze

Per i prossimi appuntamenti con l’assolvimento dell’imposta di bollo (20 luglio 2019 per il 2° trimestre, 20 ottobre 2019 per il 3° trimestre e 20 gennaio 2020 per il quarto e ultimo trimestre), nonché al fine di utilizzare una gamma sempre più ampia di servizi messi a disposizione dal portale “Fatture e Corrispettivi” (controllo fatture elettroniche, conferimento di deleghe…) si raccomanda l’attivazione dello stesso.

Si segnala, infine, che l’eventuale imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel corso di tutto il 2018 dovrà essere assolta entro il 30 aprile 2019, tramite F24 telematico e codice tributo 2501.

Aspetti sanzionatori (novità del DL 124/2019)

L’art. 17 del DL 124/2019, modificando l’art 12-novies del DL 34/2019, prevede che in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche trasmesse mediante il Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate comunichi all’interessato, con modalità telematiche:

  • l’importo dovuto;
  • la sanzione amministrativa di cui all’art. 13 del DLgs. 471/97, ridotta a un terzo;
  • gli interessi calcolati fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello di elaborazione della comunicazione.

Qualora il soggetto non proceda al versamento degli importi dovuti entro 30 giorni dalla ricezione della suddetta comunicazione, l’Agenzia delle Entrate provvederà all’iscrizione a ruolo delle somme non versate.

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