Contributo a Fondo perduto Decreto Sostegni

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ecco cosa prevede la bozza approvata dell’art. 1 del Decreto Sostegni

Ambito Soggettivo: addio distinzioni tra codici ATECO

Al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza COVID-19, il Decreto Sostegni riconosce un contributo a fondo perduto “a favore dei soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario”.

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto i soggetti che abbiano ricavi ai sensi dell’art. 85 o compensi ai sensi dell’art. 54 non superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

Sono esclusi dal contributo del Decreto Sostegni:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto;
  • i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR; gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162 del TUIR.

Ambito Oggettivo: calo del 30% di fatturato e corrispettivi

ll contributo a fondo perduto spetta previa verifica che

l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020

sia inferiore almeno del 30 per cento

rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

NB: quest’ultimo requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1 ° gennaio 2019.

Determinazione del Contributo

L’ammontare del contributo è quindi determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.
Tale percentuale è cosi determinata:

  • 60% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000 (anno 2019);
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro (anno 2019);
  • 40% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 1 milione di euro (anno 2019);
  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro (anno 2019);
  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro (anno 2019).

L’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.
È comunque riconosciuto, per i soggetti beneficiari (inclusi quelli che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2020), un contributo minimo pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’istanza

La richiesta va presentata esclusivamente in via telematica, tramite istanza all’Agenzia delle Entrate entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica.
Un provvedimento ad hoc del Direttore dell’Agenzia delle Entrate definirà le modalità di predisposizione dell’istanza, i termini di presentazione e ogni altro elemento necessario all’attuazione delle disposizioni in oggetto.

Ulteriori disposizioni

  • Il contributo a fondo perduto, in alternativa all’erogazione diretta, a scelta irrevocabile del contribuente può essere riconosciuto – nella sua totalità – sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 (non si applicano i limiti alle compensazioni).
  • Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

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