Borse di plastica o “Shoppers”

borse di plastica

12 febbraio 2018

A partire dal 1 gennaio 2018 sono in vigore le nuove norme in materia di circolazione delle borse di plastica (c.d. “shoppers”).

 

Fonti

  • Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale (c.d. Codice dell’ambiente);
  • Direttiva 2015/720/UE;
  • Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito dalla Legge 3 agosto 2017, n. 123;
  • Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 4 gennaio 2018.

Le norme dei provvedimenti sopracitati hanno come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali. In caso di violazione della normativa vigente sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da Euro 2.500,00 ad Euro 25.000,00, come meglio successivamente dettagliato.

 

Borse di plastica ammesse al commercio

Sono ammesse al commercio esclusivamente le seguenti tipologie di borse di plastica:

  1. Borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna:
  2. con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto,in esercizi che commercializzano generi alimentari;
  3. con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto,in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;
  4. Borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna:
  5. con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto,in esercizi che commercializzano generi alimentari;
  6. con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;
  7. Borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità;
  8. Borse ultraleggere biodegradabili compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati pre incartati dal produttore.

 

Obbligo di cessione a titolo oneroso

Con decorrenza 1 gennaio 2018 tutte e quattro le tipologie di buste in plastica sopra illustrate (ed uniche commercializzabili) non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura di vendita delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Sono escluse dall’obbligo in oggetto tutte le borse in materiale diversi dai polimeri (tessuti e fibre naturali, carta, fibre di poliammide…).

 

Iva applicabile

La cessione delle borse di plastica costituisce un’operazione imponibile ai fini IVA. Per i contribuenti che non applicano la procedura di ventilazione[1], l’IVA connessa ai corrispettivi addebitati al cliente è determinata tramite lo scorporo, applicando l’aliquota del 22%. Per i contribuenti invece che applicano la procedura di “ventilazione”, l’ammontare del corrispettivo addebitato al cliente va ricompreso nei corrispettivi da ventilare del periodo di riferimento.

 

Cosa fare

  • È necessario contattare il proprio fornitore per la fornitura di buste di plastiche rispondenti ai requisiti di legge;
  • È necessario adeguare il registratore di cassa prevedendo un “reparto” riservato; contattare anche in questo caso il fornitore / tecnico della manutenzione del registratore di cassa attualmente in uso;
  • In caso di emissione dello scontrino: “battere” separatamente la voce relativa alla/alle buste di plastica;
  • In caso di emissione di fattura: la voce relativa alla/alle buste di plastica deve essere indicata distintamente;
  • È infine necessario annotare nel registro dei corrispettivi gli importi delle borse di plastica separatamente da quelli delle altre operazioni.

Le “vecchie” borse di plastica, eventualmente giacenti, non rispondenti alle specifiche tecniche sopra illustrate, non possono essere utilizzate fino ad esaurimento scorte ma devono essere smaltite. Il periodo transitorio che intercorre tra emanazione della legge ed entrata in vigore è già terminato al 1 gennaio 2018.

 

Sanzioni

Come anticipato in premessa, la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 226 bis “Divieto di commercializzazione delle borse di plastica” e 226 ter “Riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero” del D. Lgs. 3 aprile 2006, n.152, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 2.500,00 ad Euro 25.000,00, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure un valore di queste ultime superiore al dieci per cento del fatturato del trasgressore, nonché in caso di utilizzo di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi.

All’accertamento delle violazioni provvedono,d’ufficio o su denuncia, gli organi di polizia amministrativa (Polizia Municipale e ogni altra autorità di polizia).


[1] articolo 24, comma 3, D.P.R. 633/1972

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